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29.05.2019

LA POLIZIA DI STATO INTERVIENE ED INDIVIDUA L’AUTORE DI FILMATI RIPRESI ALL’INTERNO DELLE DOCCE DI UN CAMPEGGIO ALL’INSAPUTA DEGLI INTERESSATI

Lo scorso mese di Agosto in un noto campeggio sito nella provincia di Venezia, una coppia di fidanzati aveva segnalato che una persona si aggirava all’interno del reparto docce con il suo smartphone, intento a riprendere i due avventori mentre si stavano lavando.
Personale specializzato del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “VENETO” di Venezia, intervenuto sul posto, sequestrava uno smartphone in uso ad un minore al fine di analizzarlo alla ricerca del filmato girato di nascosto e quelli di eventuali altri campeggiatori mentre all’interno dei bagni, erano intenti a fare la doccia.
Gli accertamenti tecnici, disposti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Venezia sul dispositivo sottoposto a sequestro permettevano di rinvenire numerosi video girati proprio nelle docce in cui era stato effettuato l’intervento. I filmati, visionati dagli agenti, hanno permesso di individuare sia l’autore che le vittime riprese, nonché il modus operandi utilizzato dal ragazzo che, posizionandosi in più occasioni nei locali adibiti a doccia, riusciva a filmare gli avventori dalle fessure della porta del bagno, o sfruttando il fatto che il comparto doccia era privo di copertura nella parte superiore.
Dalle ulteriori evidenze informatiche è altresì emerso che il minore ha successivamente diffuso a terzi i filmati illecitamente acquisiti, anche di coetanei. Si prospettano pesanti le accuse a carico del minore in quanto si configurano le fattispecie della produzione e diffusione di materiale pedopornografico, oltre che quella di interferenze illecite nella vita privata.
La Polizia Postale di Venezia, continuamente impegnata a monitorare in tutte le piattaforme i fenomeni correlati alla pedopornografica, coglie l’occasione di rilevare che l’utilizzo degli smartphone, sta portando ad un serio incremento di casi in cui sono gli stessi minori a diffondere, con estrema facilità a mezzo WhatsApp o altri social media, contenuti sessuali di coetanei destinati a rimanere privati, incuranti dei danni che possono cagionare alle vittime. Costante è anche la collaborazione con gli istituti scolastici, per prevenire episodi correlati al cyberbullismo. Tutto ciò, deve necessariamente essere supportato dalle figure genitoriali che, seppure a volte poco presenti rispetto alle esigenze ed a ciò che accade ai loro figli nell’uso della rete, diventano cardini imprescindibili per la necessaria sensibilizzazione ad una navigazione consapevole, sempre meno dettata dall’istintività foriera di grandi pericoli sul web.

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