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31.07.2018

Polizia di Stato e Fincantieri, accordo contro i crimini informatici Il potenziamento della prevenzione in partenariato con il mondo privato



Roma, 31 luglio 2018 - È stato firmato oggi a Roma un accordo tra Polizia di Stato e Fincantieri per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che hanno per oggetto i sistemi e i servizi informativi di particolare rilievo per il Paese, tra i quali si annoverano le piattaforme tecnologiche di Fincantieri, uno dei più grandi gruppi navalmeccanici al mondo.
La convenzione è stata firmata dal Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli e il Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo, presente anche l’Amministratore Delegato Giuseppe Bono. Hanno inoltre partecipato, per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato Roberto Sgalla e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi.
L’accordo rientra nell’ambito definito dalle direttive impartite dal Ministro dell’Interno per il potenziamento dell’attività di prevenzione in materia di criminalità informatica attraverso la valorizzazione del partenariato con il mondo privato. L’insidiosità delle minacce informatiche e la mutevolezza con la quale esse si presentano richiedono, infatti, una sinergia informativa tra tutti gli attori della cyber security per mettere a fattor comune conoscenze ed esperienze utili a sperimentare efficaci forme di contrasto.
Per la Polizia di Stato, tale compito è assicurato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni e, in particolare, dal C.N.A.I.P.I.C. che, con una sala operativa 24 ore al giorno, rappresenta il punto di contatto per la gestione degli eventi critici delle infrastrutture sensibili per il Paese.
Fincantieri, che opera sia in campo civile che militare, ha il compito di progettare, implementare e gestire le reti telematiche e le piattaforme informatiche di supporto alle funzioni di business del gruppo, certamente da considerare di interesse strategico per l’economia nazionale.
Consapevole dell’importanza dei propri asset informativi per il Sistema-Paese, Fincantieri ha progressivamente attuato una strategia organizzativa e tecnologica di cyber security, finalizzata a mitigare il rischio di accesso illecito alle proprie piattaforme con finalità ostili come l’interruzione del core business dell’azienda, l’indebita sottrazione delle informazioni riservate, anche relative al segreto industriale, attacchi cibernetici di più larga scala mirati a destabilizzare la sicurezza del Sistema-Paese.
Il Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo ha dichiarato: “Oggi più che mai, operando in uno scenario globalizzato e iperconnesso, la sicurezza è un obiettivo da perseguire di concerto con tutti gli attori primariamente coinvolti. Per il nostro gruppo, che oggi possiede un know-how distintivo e si articola su quattro continenti, questa collaborazione rappresenta un risultato di assoluto rilievo in termini di salvaguardia con una pronta risposta del patrimonio informativo, consentendoci di ricevere tempestivamente segnalazioni di emergenze relative alla vulnerabilità e di agevolare l’identificazione dell’origine degli attacchi contro le nostre reti”.
Allo scopo di gestire in maniera coordinata i tentativi di incursione cyber, la collaborazione prevede uno scambio informativo bidirezionale tra Fincantieri e il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.) in merito a incidenti di cyber security, tentativi di intromissione non autorizzata ai sistemi del gruppo, sabotaggio elettronico degli impianti di automazione industriale, o deliberati tentativi di diniego del servizio.
“La cybersecurity è dunque non solo una necessità, ma una priorità, che la Polizia di Stato e Fincantieri intendono garantire attraverso interventi integrati, volti alla condivisione informativa e alla gestione congiunta degli eventi sul piano operativo. Un simile impegno muove dalla consapevolezza che anticipare il rischio di possibili eventi critici di natura informatica sia il momento più significativo per attuare un compiuto sistema di cybersecurity “ha affermato il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli.


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