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21.02.2014

Truffa: chat a "luci rosse"

In questi ultimi mesi sono state molte le segnalazioni giunte all’Ufficio del Commissariato di P.S. on line, relative ad estorsioni connesse a sessioni di video-chat a “luci rosse”.

La modalità è sempre la stessa: tutto ha inizio con un adescamento in rete su una chat da parte di una avvenente ragazza, non vengono formulate immediate richieste di denaro ma l’intento è quello di instaurare con la vittima designata un rapporto di fiducia fino ad arrivare all’invito esplicito di intraprendere una chat “erotica” attivando la webCam. La video chat viene, quindi, interrotta bruscamente e viene richiesta una somma di denaro alla vittima per evitare che il video “a luci rosse” sia pubblicato sui più diffusi social network. A volte, per generare maggior timore, l’estorsore sottolinea la minore età della ragazza/o che sta dall’altra parte della webcam.

CONSIGLI: E’ sempre opportuno evitare di intraprendere sessioni di video-chat con sconosciuti e comunque non fornire mai dati personali o mostrare elementi o ambienti facilmente riconoscibili. E’ di fondamentale importanza, nel caso in cui si rimanga vittime di tale reato, non cedere al ricatto e contattare il più vicino Ufficio di Polizia e di salvare video, messaggi ricevuti.

E’ necessario sapere che il pagamento del “ricatto” non garantisce che il video, le immagini o la conversazione compromettenti vengano effettivamente distrutti, pertanto non è escluso che la vittima possa essere nuovamente contattata e sottoposta ad una nuova pressione.

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