Un adulto che chatta, scrive e-mail o chiama mio/a figlio/a sul cellulare
è necessariamente un pedofilo?
La maggior parte delle persone adulte parlano, ascoltano e si relazionano
ai bambini senza secondi fini.
La rete tende a ridurre la distanza di età tra gli utenti perché
impedisce alle persone di vedersi.
Nella realtà virtuale, dove pochi hanno un volto, è più
facile che cadano tutte quelle inibizioni che usualmente impediscono ad un
40enne di parlare di sesso con una ragazza di 13 anni! E’ quindi possibile
che nelle sue esplorazioni sulla rete vostro/a figlio/a incontri qualcuno
che, ignorando volutamente o per omissione di informazioni, parli con lui/lei
di sesso.
Se però c’è qualcuno che chatta frequentemente con vostro/a
figlio/a, lo/a chiama sul cellulare o gli/le scrive molte e-mail dovete chiedervi
cosa potrebbero scambiarsi di significativo per entrambi, due persone con
una tale differenza di età.
I ragazzi sono molto gelosi della loro privacy e del loro mondo di emozioni:
per questo è importante cercare di avere un dialogo aperto e sincero
in cui ci sia spazio per confrontarsi sui rischi che comporta avere un amico
virtuale adulto. Parlate esplicitamente con vostro/a figlio/a di quanto possa
essere ingannevole la rete e i suoi navigatori e di quale pericolo può
rappresentare fidarsi di qualcuno che non si è mai guardato negli occhi.