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29.11.2017

OPERAZIONE EMMA3

La Polizia di Stato scende in campo con una campagna coordinata da Europol per l’individuazione dei cosiddetti “muli”, i primi destinatari delle somme provenienti da frodi informatiche e campagne di phishing
A seguito dell’ampio successo ottenuto, anche quest’anno si è dato corso all’attività operativa europea ad alto impatto denominata “Emma 3” finalizzata alla repressione nel campo della lotta al financial cybercrime, in continuo e crescente aumento a livello globale.
In particolare, l’iniziativa si è incentrata sul contrasto al fenomeno dei “money mules”, primi destinatari delle somme provenienti da frodi informatiche e campagne di phishing, che offrono la propria identità per l’apertura di conti correnti e/o carte di credito, sui quali vengono poi accreditate le somme frodate a ignari cittadini con varie tecniche fraudolente. Come già avvenuto nelle precedenti edizioni dell’operazione, il dispositivo posto in essere ha previsto due distinti segmenti di intervento:
• quello operativo, svoltosi dal 20 al 24 novembre, nel quale le polizie di 21 Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Slovenia, Svezia, Spagna, Ungheria) oltre a Moldavia, Ucraina, Serbia, Svizzera, Australia, USA (FBI e Secret Service) sotto il coordinamento di Europol ed Eurojust e con il supporto della Federazione Bancaria Europea (EBF), hanno portato ad esecuzione una molteplicità di operazioni di polizia giudiziaria nei confronti di gruppi criminali di diverse nazionalità ed estrazione, resisi responsabili di cyber crimini finanziari ai danni di singoli cittadini, piccole e medie imprese ed importanti gruppi bancari e di intermediazione finanziaria.
• la seconda fase dell’operazione, che invece ha avuto inizio oggi e che proseguirà fino a venerdì 1 dicembre, avrà ad oggetto campagne di sensibilizzazione e prevenzione nei Paesi che hanno preso parte all’iniziativa, finalizzate a creare consapevolezza in chi favorisce, con la propria opera, il riciclaggio dei proventi di attività illecite come le frodi online o il phishing, e che commette a sua volta reati molto gravi, puniti severamente.
Nel corso della vasta operazione internazionale di polizia, anche grazie al supporto di 257 istituti bancari, sono state individuate più di 1719 transazioni bancarie fraudolente per un totale di 31 milioni di euro (l’Italia nel corso delle operazioni è riuscita a recuperare 40 mila euro). Più di 766 i muli individuati, 59 organizzatori e coordinatori di muli identificati, 409 soggetti interrogati dagli operatori ed oltre 159 arrestati. Quasi la totalità delle transazioni fraudolente effettuate dai “muli” sono connesse al Cybercrime.In Italia l’attività investigativa è stata coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ed ha visto impegnati circa 180 operatori dei dipendenti Compartimenti regionali con particolare riguardo a: Basilicata, Piemonte e Valle d’Aosta, Puglia, Campania, Calabria, Sardegna, Molise, Sicilia Orientale, Marche, Toscana.L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie alla fattiva collaborazione degli Istituti di credito e/o intermediazione finanziaria che attraverso il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team) – hanno assicurato un supporto in tempo reale.Sul territorio nazionale sono stati identificati 37 money mules di cui 32 arrestati e 5 denunciati. Le transazioni fraudolente sono state 32, per un totale di oltre 150.000 euro, cifre bloccate grazie alla piattaforma per la condivisione delle informazioni denominata “OF2CEN”, realizzata appositamente al fine di prevenire e contrastare le aggressioni criminali ai servizi di home banking e monetica.Le attività criminali oggetto di scrutinio sono state le più svariate, così come variegati sono stati i modi con cui i “muli” hanno assolto il proprio compito. A mero titolo esemplificativo, nell’allegato prospetto sono state riportate le tecniche criminali che hanno maggiormente colpito per complessità, originalità o potenziale pericolosità.Forse ancora più importante, però, è la seconda fase della iniziativa, quella appena iniziata.Da tempo, infatti, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ribadisce il concetto per cui la lotta al cybercrime ed alle minacce cibernetiche contro la sicurezza nazionale va affrontata facendo fronte comune, ed in tal senso si è fatta sempre più frequentemente parte attiva per campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica.
Anche in questa occasione, la Polizia delle Comunicazioni ha esteso l’offerta di partenariato alle principali aziende operanti nel settore bancario e finanziario, partner di OF2CEN, e ai membri del CERTFin. In linea con la strategia europea, è stato realizzato materiale video e grafico che sarà viralizzato da ciascun Partner attraverso i propri canali di comunicazione, per informare opportunamente sui rischi della Rete e sulla necessità di adottare ogni utile accorgimento per contrastare il fenomeno.La Polizia Postale e delle Comunicazioni, il CERTFin e gli operatori bancari e finanziari coinvolti metteranno a disposizione tutto il materiale informativo sui propri siti e canali di comunicazione, accessibili sia ai propri dipendenti all’interno delle rispettive Organizzazioni, che a tutti gli utenti/clientela, per consentire tanto alle Aziende quanto ai semplici cittadini di evitare di diventare potenziali vittime e proteggere se stessi semplicemente seguendo i suggerimenti forniti loro nell’occasione.In un comunicato congiunto, Europol, Eurojust e l’European Bank Federation (EBF) hanno dichiarato: “EMMA 3 ha mostrato come una stretta collaborazione fra pubblico e privato, tra le forze di Polizia, le autorità giudiziarie ed il settore bancario è essenziale per affrontare efficacemente l’attività illegale di “money muling”. Rimaniamo pienamente impegnati a lavorare insieme nella lotta contro il riciclaggio del denaro degli altri reati finanziari e per sostenere ulteriormente le iniziative congiunte come l'EMMA. " Riguardo l’informazione dei cittadini sul fenomeno criminale, hanno aggiunto:
“Scoprire questi schemi di money muling e informare il pubblico è vitale per impedire ai criminali di approfittarsi di individui ignari. Le società che operano legittimamente non chiederanno mai alle persone di utilizzare i loro conti bancari o trasferire denaro attraverso i loro account. Nessuno dovrebbe dare accesso o fornire i propri conti bancari o portafogli elettronici a persone sconosciute o non fidate.” “I moderni sistemi di pagamento “virtuali” comportano un’effettiva alta tracciabilità delle transazioni finanziarie, – dichiara Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – obbligando le organizzazioni criminali responsabili di frodi online e phishing, ad utilizzare per ripulire il denaro i così detti “muli”, cioè individui disposti a ricevere e trasferire gli illeciti proventi, per riciclare e monetizzare il frutto delle attività illecite.”
- continua la Ciardi- “Purtroppo, benché tali “servizi” siano da tempo inquadrati dalla gran parte degli ordinamenti come fattispecie delittuose, il numero di persone disposte ad offrire questo tipo di servizio dietro compenso è in continuo aumento. “L’esperienza di questi anni di attività di contrasto al fenomeno del Financial Cybercrime, - conclude Nunzia Ciardi - insegna che solo la condivisione in tempo reale di informazioni tra il settore investigativo e quello dell’intermediazione finanziaria, con la realizzazione di iniziative info-operative come questa permette un’efficace azione di contrasto al fenomeno.”
Dello stesso avviso i Presidenti del CERTFin, Pierfrancesco Gaggi, Direttore Centrale Abi, e Domenico Gammaldi, Responsabile del Servizio Supervisione sui mercati e sul sistema dei pagamenti della Banca d’Italia: “La Presidenza del CERTFin condivide pienamente l’esigenza di una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sulle minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale, incluso il fenomeno dei cosiddetti "muli"”. Come sottolineano Pierfrancesco Gaggi e Domenico Gammaldi, “la capacità di risposta alle nuove minacce dipende anche da una tempestiva e omogenea circolazione delle informazioni tra gli operatori bancari e finanziari, su cui in Italia è particolarmente impegnato il CERTFin.L’iniziativa Emma si inserisce nel piano di sensibilizzazione sviluppato dal CERTFin stesso in collaborazione con la Polizia di Stato, aggiungendosi a quanto già realizzato sul fronte della sicurezza dei pagamenti”.

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